La storia delle Catacombe di San Gennaro

Perché si scavava proprio qui
Il tufo giallo di Capodimonte si taglia bene e tiene. È il motivo per cui queste gallerie sono larghe e alte invece che strette: chi scavava poteva permetterselo. La zona stava fuori le mura, come si usava per le aree cimiteriali greche e romane, ed è la stessa ragione per cui il quartiere sotto è nato come terreno di sepolture prima che di case. Il resto della storia del quartiere sta in il Rione Sanità.
Due livelli, due momenti
Il complesso si sviluppa su due piani collegati. Sopra la Cripta dei Vescovi e la basilica ipogea a tre navate, con i mosaici, fra cui quello che raffigura San Quodvultdeus. Sotto la Basilica di Sant'Agrippino, con la cattedra vescovile scavata direttamente nella roccia e il fonte battesimale: segni di un luogo dove si celebrava, non solo dove si seppelliva. Il percorso con i nomi al posto giusto l'ho scritto in cosa si vede sottoterra.
Il V secolo, quando cambia tutto
Il corpo di San Gennaro, vescovo di Benevento martirizzato all'inizio del IV secolo, viene traslato in queste gallerie nel V secolo. Da lì in avanti non si tratta più di un cimitero fra gli altri: diventa il santuario cristiano di Napoli, la meta verso cui la città sale. È anche il momento in cui il complesso prende il nome che porta ancora. Del santo ho scritto a parte, in chi era San Gennaro.
Otto secoli di pareti dipinte
Gli affreschi vanno dal II al X secolo, il che significa che sulle stesse superfici hanno lavorato mani lontane fra loro di generazioni. Non c'è un progetto unico: ci sono strati, ripensamenti e sovrapposizioni. È la parte che una guida preparata rende leggibile e che da soli non si capirebbe, ed è uno dei motivi per cui qui si entra solo con la guida.
La tomba di San Gennaro era qui; le ampolle con il sangue, invece, stanno nel Duomo, nella Cappella del Tesoro. Sono due luoghi diversi e la confusione è quotidiana: ne parlo in il miracolo del sangue.
La riapertura e la cooperativa
Per lungo tempo queste gallerie sono state chiuse e il quartiere sopra e sotto è rimasto isolato dal resto della città. A rimetterle in funzione sono stati i giovani della cooperativa sociale La Paranza, nata nella Sanità: da allora la visita guidata è il motore economico del rione, non un servizio esterno calato dall'alto. È la ragione più concreta che conosco per prenotare la visita invece di guardare le fotografie: il biglietto resta nel quartiere.
Vedere le due basiliche ipogee
Il racconto storico è la parte migliore della visita, e la fa la guida sul posto. Qui sotto trovate le partenze disponibili.
Domande frequenti
Di che epoca sono le Catacombe di San Gennaro?
Gli affreschi coprono un arco che va dal II al X secolo; il complesso diventa il santuario cristiano della città nel V secolo, quando vi viene portato il corpo del santo. Il percorso sottoterra è descritto in cosa si vede.
Perché sono così larghe rispetto ad altre catacombe?
Perché sono scavate nel tufo di Capodimonte, che regge bene: si potevano ricavare gallerie ampie e persino due basiliche ipogee. È anche il motivo per cui il percorso è quasi tutto in piano, come si vede in cosa si vede sottoterra.
Chi gestisce oggi le catacombe?
La cooperativa sociale La Paranza, nata nel Rione Sanità. Il legame fra la visita e il quartiere lo racconto in il Rione Sanità.
Si possono visitare senza guida per leggere con calma?
No: l'ingresso è solo con visita guidata, a partenze orarie e su prenotazione. Gli orari e le regole non prevedono l'accesso libero.